Test medici e biomeccanici condotti da professionisti titolati con la collaborazione di ex corridori professionisti hanno fornito risultati interessanti.

Coinvolgimento dei muscoli durante la fase di pedalata

1. GRANDE GLUTEO
2. RETTO FEMORALE
3. VASTO MEDIALE
4. VASTO LATERALE
5. TIBIALE ANTERIORE
6. GASTROCNEMIO
7. BICIPITE FEMORALE
8. SEMIMEMBRANOSO

I Test sono stati condotti dal Dottor Giovanni Boni:

Medico Chirurgo
Specialista in medicina dello sport
Medico della nazionale italiana ciclismo fuoristrada OLIMPIADI LONDRA 2012.

È emerso come la pedalata all’indietro consenta il coinvolgimento attivo di fibre muscolari che nella pedalata tradizionale hanno sola funzione passiva, risultando così particolarmente allenante per forza e potenza ed estendendo i benefici anche al gesto della pedalata tradizionale.

Inoltre pedalare all’indietro permette di stimolare una parte della coordinazione che altrimenti non verrebbe allenata coinvolgendo i sistemi propriocettivi.

Alternando la pedalata aumenta la resistenza del ciclista con una minore usura delle articolazioni e maggior benessere per i distretti articolari coinvolti, ginocchia e caviglie principalmente.

I Risultati preliminari derivati dallo Studio effettuato su varie tipologie di ciclisti che utilizzano la bicicletta dotata del “sistema evoluto di pedalata” determinano.

Coinvolgimento gruppi muscolari

Vantaggi della Pedalata

Sistemi Propriocettivi

La pedalata in un atleta agonista

La pedalata in un atleta medio

La pedalata all'indietro in un atleta cardiopatico:

Un maggior coinvolgimento dei gruppi muscolari coinvolti nella biomeccanica della pedalata:

i muscoli sono gli stessi, ma pedalando anche all’indietro vengono coinvolte tutte le fibre muscolari, quindi ciò che nella pedalata in avanti è coinvolto “passivamente”, nella pedalata all’indietro è coinvolto “attivamente” e quindi diventa sia più forte che più potente, in grado di dare un maggior contributo alla spinta quando si pedala in avanti.

Se si usa la bicicletta pedalando in avanti e all’indietro:

si risparmiano le catene cinetiche coinvolte normalmente con un solo sistema di pedalata (sia esso in avanti che all’indietro). Ciò significa minor usura delle articolazioni e maggior benessere per i distretti articolari coinvolti (ginocchia e caviglie principalmente).

Pedalare all’indietro aiuta la coordinazione e stimola i sistemi propriocettivi:

in una prima fase il ciclista si deve abituare ad un gesto poco conosciuto dal cervelletto e dai sistemi cerebrali coinvolti nel processo della deambulazione e della pedalata ma successivamente la pedalata all’indietro permette di stimolare una parte della coordinazione che altrimenti non verrebbe allenata. Prima si impara a pedalare sia in avanti che all’indietro e meglio i meccanismi coordinativi verranno immagazzinati dal cervello e dal cervelletto. E’ consigliabile quindi in fascia di età dai 6 agli 11 anni, ma anche prima non apporta alcun danno.

La pedalata all’indietro in un atleta agonista di alto livello:

permette di avere un rendimento rispetto alla pedalata in avanti in valore assoluto del 5 – 10 % in meno. Ciò significa che per carichi sottomassimali di lavoro il ciclista può scegliere se pedalare in avanti o indietro, alternando per tratti più o meno lunghi la pedalata e risparmiando i gruppi muscolari.

La pedalata all’indietro in un atleta di medio livello:

lo stesso vale per un atleta di medio livello, anche se la variazione di rendimento è più marcata, ma sempre non maggiore del 10 – 12 %.

La pedalata all’indietro in un atleta con patologie del metabolismo o cardiopatico:

può tranquillamente pedalare alternativamente all’indietro e in avanti per sforzi sottomassimali, producendo lo stesso effetto sui livelli di glicemia e sulla performace cardiovascolare (effetto pompa del ventricolo sinistro), con l’effetto di allungare di molto la seduta di allenamento. Lo stesso atleta con patologie del metabolismo (diabete) o cardiopatico (ciclista con cuore operato per trasposizione dei grossi vasi: tetralogia di Fallot), può raggiungere carichi massimali rispetto alla pedalata all’indietro con una variazione di rendimento del 5 – 10% quasi come l’atleta agonista.

I risultati dei test condotti su biXe sono stati presentati dal Dott. Giovanni Boni in occasione della "World Congress of Sport Medicine" di Roma, il 27-30 settembre 2012.

Per visionare la relazione completa clicca qui.

I VIDEO DEI TEST MEDICI EFFETTUATI

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